Ghirri, Celati e la "mania estetica" ; "Un luogo dove l'uomo possa essere accolto", mons. Anselmi ; San Francesco a Hollywood ; "Liberi sotto la grazia", gli scritti di Prevost

16 agosto 2026 – buonaDomenica   

Luigi Ghirri e Gianni Celati. Verso la foce

(...) «Ed è anche un modo caratteristico di Ghirri per disfarsi dell'idea che il vedere conduca a qualche svelamento, a qualcosa che l'occhio scopre e cattura come una preda, facendone una sua scoperta. Ciò che l'occhio scopre è sempre un uso rappresentativo del mondo osservato; ma proprio per questo il gioco della lettura è insostituibile. Nella lettura il vedere non è soltanto un fenomeno ottico, è un altro vedere dove ogni segno e immagine porta con sé cortei di altri segni e immagini, e in cui tutto il mondo si anima grazie alla nostra attenzione. Dietro ogni immagine, diceva Ghirri, ce ne sono tante altre, e tutte si richiamano, formando il reticolo delle usanze del visibile, le "visioni di altri uomini dalle quali non posso prescindere". Essere dentro il libro, dentro la cosa letta, è essere dentro "la storia delle immagini"»...

L'unità tra gli uomini è possibile. Intervista a mons. Niccolò Anselmi

(...) «Credo che la cultura cristiana sia la risposta al desiderio per cui l’uomo è fatto: la felicità. Dio ci ha creato perché possiamo essere felici, perché possiamo vivere nella pienezza. E questo è possibile costruendo una unità e fraternità tra gli uomini, di cui, come dicevo, la cattolicità della chiesa attorno al papa è un segno e una possibilità. Questo è il grande compito che dobbiamo riscoprire in questo momento insieme a papa Leone: superare divisioni ideologiche, steccati, pregiudizi e ritrovare una prossimità. Occorre che i cristiani costruiscano un luogo dove l’uomo possa essere accolto e possa dire: qui sto bene, qui sono io. E di lì ripartire per vivere una vita buona»...

San Francesco in cinemascope. Come Hollywood ha raccontato il “poverello di Assisi” – su youtube

(...) Produzione di un certo spessore per una biografia romanzata, tratta da un romanzo dello scrittore cattolico ungherese naturalizzato britannico Louis de Wohl (“Il gioioso mendicante”), racconto sintetico (anche troppo) che salta alcune celebri pagine (tipo la rinuncia delle vesti in pubblico davanti al padre) per concentrarsi su alcuni episodi che tracciano la vocazione e il percorso di Francesco, fino alla morte dopo aver ricevuto le Stimmate...

Prevost, come studiare da Papa senza saperlo

(...) Un'altra caratteristica: la coscienza che stiamo vivendo in un cambiamento d'epoca e in questo mondo nuovo siamo chiamati a testimoniare l'attrattiva di Cristo. Non a caso il sottotitolo del volume è: Alla scuola di Sant'Agostino di fronte alle sfide della storia. Il mondo è secolarizzato? «Eppure le donne e gli uomini di oggi hanno la stessa sete di Dio, se non più grande, rispetto al passato».  Sembra - è giudizio diffuso -  che nel mondo occidentale Dio abbia sempre meno spazio: «E' davvero così? Dio è morto, o siamo noi credenti ad averlo lasciato morire? Da cosa dipende il processo di secolarizzazione e di scristianizzazione della società occidentale? Dalla poca autenticità della nostra vita cristiana?» Non ci sono tempi buoni o tempi brutti perché, dice Prevost citando Sant'Agostino, “Noi siamo i tempi”. Una frase felicissima che dice con efficacia che l'avvenimento cristiano è un Presente...