Papa, l’esercito della sicurezza
Oltre 500 uomini delle forze dell’ordine e reparti speciali, tra cui artificieri e tiratori scelti, blindano il Riminese per la visita di papa Leone XIV di sabato. Dopo la tappa a Pennabilli e il Meeting in Fiera, il Pontefice giungerà in duomo e al porto per la messa delle 18,30. Il piano del prefetto Giuseppina Cassone prevede un’ampia zona rossa al porto, strade chiuse e il divieto di balneazione a piazzale Boscovich. Per la viabilità, 90 agenti della polizia locale si avvarranno della preziosa collaborazione delle associazioni di protezione civile per gestire i grandi afflussi Da oggi, fino alle 15,30 di sabato, la cattedrale resterà chiusa al pubblico (ilCarlino, Corriere).
Papa, l’esercito dei suonatori
Un coro da record con 650 coristi di ogni età e 115 musicisti animerà sabato la messa di papa Leone XIV al porto di Rimini. Voluta dal vescovo Nicolò Anselmi per “coinvolgere tutti i cori della Diocesi”, la formazione unisce cantanti dai 14 agli 85 anni. Come spiega il coordinatore Filippo Marsciani, l’obiettivo è “non un concerto, ma tutta la Chiesa di Rimini che canta”. In duomo suonerà la Mondaino Young Orchestra e si esibirà il coro internazionale San Nicola, di cui fa parte l’ideatrice Marina Valmaggi, in un abbraccio di musica e fede che unisce l’intera comunità diocesana (ilCarlino, Corriere).
Muore solo in casa
Drammatica scoperta ieri mattina in via Ceccarelli a Rimini. Un 70enne, senza moglie né figli, è stato trovato privo di vita nella sua casa vicina al parco XXV Aprile, stroncato da un malore solitario. A far scattare l’allarme intorno alle 10,30 sono stati i vicini, insospettiti dall’assenza dell’uomo anche a Ferragosto e dal “cattivo odore, sempre più forte” dal primo piano. I vigili del fuoco, entrati da una porta finestra con le bombole di ossigeno, hanno rinvenuto la salma in decomposizione. L’ispezione medico-legale esclude l’intervento di terzi. La morte risalirebbe ad almeno due settimane fa (ilCarlino, Corriere).
Il piano antiviolenza dei commercianti
“Gli imprenditori si sentono stretti in una morsa: da una parte episodi di violenza, dall’altra le conseguenze sulle attività, fino alle chiusure disposte ai sensi dell’articolo 100 del Tulps”. Così Denis Preite, presidente di Fipe Confcommercio Rimini, lancia l’allarme sulla sicurezza dei pubblici esercizi, chiedendo prevenzione e tutele normative per non vanificare gli investimenti turistici della città, in particolare nella zona sud. Preite definisce i locali “vetrine accese contro il degrado” e invita gli esercenti ad aderire al Protocollo d’intesa territoriale per la sicurezza (Corriere).
Sfregio alla memoria
Domenica oltre 200 riminesi sono scesi in piazza per commemorare i Tre Martiri, ma a 82 anni dall’uccisione di Mario Capelli, Luigi Nicolò e Adelio Pagliarani ad opera dei nazifascisti si riaccende l’odio social. Un utente su Facebook ha definito i partigiani “tre maiali comunisti”, scatenando la reazione dei parenti, che si dicono “indignati da tanto orrore”, per un “odio crescente che fa paura”. Duro il presidente dell’Anpi di Rimini, Andrea Caputo. “Non è accettabile che si continui a gettare fango sulla loro figura, non resteremo in silenzio di fronte a chi tenta di mistificare la storia” (ilCarlino).
Stadio Neri: chiuso definitivamente il rapporto con Aurora
Fallimento confermato del project financing per il nuovo stadio ‘Romeo Neri’ di Rimini. Il Comune ha notificato un preavviso di rigetto alla cordata di Aurora Immobiliare, negando i 90 giorni di proroga chiesti per sanare il piano, privo di coperture dopo la liquidazione di un finanziatore. “Entro fine anno presenteremo in consiglio comunale una proposta per stralci funzionali rigorosi e pluriennali, finanziata interamente attraverso il bilancio pubblico”, assicura il sindaco Jamil Sadegholvaad (ilCarlino, Corriere, BuongiornoRimini).
Riccione, l’hotel Flamengo evita l’asta
L’hotel Flamengo di Riccione evita l’asta giudiziaria grazie a un accordo privato ed entra nell’era della società bergamasca di Cristian Ghilardi. L’ex titolare Elio Ugolini ribadisce che “l’albergo non è stato aggiudicato né ceduto attraverso il tribunale” ed è riuscito a tenere aperta la struttura di viale D’Annunzio fino a fine estate, mettendo le camere a prezzi calmierati per i lavoratori stagionali. Al termine della stagione l’immobile del 1955 verrà demolito per far posto a un nuovo progetto, risolvendo la crisi debitoria iniziata nel 2023 con l’avvio di una completa trasformazione (Corriere).



