Rimini | Anniversario don Giussani e Fraternità, Cl in cattedrale col vescovo lunedì
Sono trascorsi undici anni dalla morte del servo di Dio don Luigi Giussani, il 22 febbraio del 2005. Lunedì alle 20 in cattedrale a Rimini si celebrerà una messa in suo ricordo e in occasione del 34esimo anniversario del riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e liberazione. Sarà il vescovo di Rimini Francesco Lambiasi e presiedere la liturgia secondo la seguente intenzione: “Chiediamo al Signore la grazia per tutto il movimento e per ciascuno di noi di vivere con verità, fiducia, intensità e operosità questo anno giubilare della misericordia, che, come sempre ci ha insegnato e testimoniato don Giussani, «resta l’ultima parola anche su tutte le brutte possibilità della storia» e che «sola permette il cammino di un popolo, perché solo in essa si può generare». Pieni di gratitudine verso papa Francesco che ha compreso quanto siamo bisognosi, domandiamo che lo sguardo di amore di Cristo risorto ci raggiunga anche oggi”.
Gli organizzatori ricordano le parole di papa Francesco all’udienza del 7 marzo 2015: “Sono riconoscente a Don Giussani per varie ragioni. La prima, più personale, è il bene che quest’uomo ha fatto a me e alla mia vita sacerdotale, attraverso la lettura dei suoi libri e dei suoi articoli. L’altra ragione è che il suo pensiero è profondamente umano e giunge fino al più intimo dell’anelito dell’uomo. Voi sapete quanto importante fosse per Don Giussani l’esperienza dell’incontro: incontro non con un’idea, ma con una Persona, con Gesù Cristo. Così lui ha educato alla libertà, guidando all’incontro con Cristo, perché Cristo ci dà la vera libertà”. “Dopo sessant’anni, il carisma originario non ha perso la sua freschezza e vitalità. Però, ricordate che il centro non è il carisma, il centro è uno solo, è Gesù, Gesù Cristo! (…) Don Giussani non vi perdonerebbe mai che perdeste la libertà e vi trasformaste in guide da museo o adoratori di ceneri. Tenete vivo il fuoco della memoria di quel primo incontro e siate liberi! Così, centrati in Cristo e nel Vangelo, voi potete essere braccia, mani, piedi, mente e cuore di una Chiesa ‘in uscita’”.